A Chiauci la “Gardaland” del Molise



A Chiauci la "Gardaland" del Molise

CHIAUCI (ISERNIA) – Una piccola Gardaland nel Molise. Si chiamerà "Baby Park" e si ergerà a Chiauci, in provincia di Isernia.
Il sito è decisamente "particolare": il centro ricreativo per bambini, infatti, sorgerà a ridosso della spettacolare diga sul fiume Trigno, oggetto di un protocollo d’intesa ad inizio anno tra Abruzzo e Molise per il suo completamento. L’opera assorbirà altri venticinque milioni di euro, frutto di uno stanziamento approvato dal Cipe ad ottobre 2007. La Regione Abruzzo s’impegna a rilasciare la concessione per la captazione delle acque in favore di un consorzio vastese.
Qui, a ridosso della Trignina, dove grazie all’imponente opera le acque del fiume Trigno saranno utilizzate dalle due regioni – ognuna al 50% – a fini agricoli, industriali e potabili e dove è prevista la realizzazione di iniziative idroelettriche nell’area dell’invaso, i bambini avranno a disposizione un parco giochi che ospiterà una serie di divertimenti, tra cui una mongolfiera, una cavea per spettacoli, una sala audiovisiva ricavata all’interno di un aereo donato da una compagnia aerea, un’area pic-nic con sale ristoranti. Ci sarà, inoltre, un’area attrezzata per i bambini portatori di handicap.
Lo scorso 27 settembre è stata posta la prima pietra. Per il completamento si dovrà attendere qualche mese.
"Intere famiglie potranno trascorrere giornate indimenticabili, all’insegna della serenità e del sano divertimento – sottolinea l’assessore provinciale Angelo Camele, che ha sostenuto fortemente il progetto. "Sin dall’inizio – prosegue l’assessore bagnolese che tiene, attraverso "Forche Caudine" a far conoscere l’iniziativa alla folta comunità molisana di Roma – ho riscontrato grande attenzione da parte del presidente Raffaele Mauro che dall’atto del suo primo insediamento al vertice dell’ente di via Berta nel 1999 ha sposato la mia richiesta prima con la progettazione, poi con l’acquisizione delle aree con le varie autorizzazioni".
L’opera è stata finanziata dall’amministrazione provinciale con fondi propri e dalla Regione Molise. "Stiamo anche studiando la gestione – aggiunge l’assessore Camele – che sicuramente vedrà impegnati molti giovani del posto, vista la molteplicità dei servizi offerti. L’alto Molise, con la realizzazione di questa opera, dopo la piscina di Agnone, l’acquisizione e la riattazione del Castello di Pescolanciano, la valorizzazione del tartufo, avrà un ulteriore sviluppo socio economico".
Per l’area, caratterizzata da una forte emigrazione, l’opera potrà certamente arricchire l’offerta estiva ai numerosi villeggianti.

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