Fare impresa in montagna non è impossibile



Fare impresa in montagna non è impossibile

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Ci sono imprese che sentono la montagna come luogo ideale per far crescere il loro progetto manifatturiero, centrato sulla metalmeccanica, sul legno o sull’alta tecnologia medicale. E questo perché la montagna è ospitale, accoglie la creatività, favorisce lo sviluppo. E’ utopia? Non proprio. La nostra regione, il sofferente Molise, potrebbe ad esempio acquisire modelli nordici. Il Trentino-Alto Adige, si sa, viene definito “un altro mondo”. E non a caso lì la crisi non ha lasciato macerie. Ma basterebbe dare un’occhiata al Friuli-Venezia Giulia, per certi numeri abbastanza simile al Molise, ma per quelli economici decisamente no.
In Friuli, nei giorni scorsi, s’è svolta la tavola rotonda “Le imprese che crescono in montagna” di Tolmezzo. 
Moderati da Barbara Ganz de Il Sole 24 ore, diversi imprenditori locali hanno avuto modo di esaltare la montagna, riconoscendone un notevole dinamismo, oltre alle infrastrutture e soprattutto alle risorse umane “con le quali è possibile progettare lo sviluppo futuro”. 
Certo, anche lì ci sono pecche: ad esempio manca la rete della banda larga, assenza che costringe le aziende che hanno più sedi a inventarsi soluzioni artigianali con ponti radio o altro. Per il resto questa zona del Friuli Venezia Giulia ha tutte le caratteristiche per continuare a rappresentare un polo di sviluppo sempre più centrale non solo per la regione.
“Per avere un futuro – ha ad esempio sottolineato l’imprenditore Mauro Savio – la montagna ha bisogno di imprese, aziende che si assumano la responsabilità sociale di offrire opportunità per chi in montagna vuole continuare vivere”. 
Per questo vanno pensate soluzioni verso il basso e verso l’alto: manifattura e ricerca e sviluppo.
Su questo punto anche l’imprenditore Mario Zearo ha voluto sottolineare che “la presenza della banda larga, estesa su tutto il territorio della montagna, potrebbe permettere ad un ricercatore di lavorare direttamente da casa, mantenendo la popolazione in loco e continuando a rendere attrattivo vivere qui”. Capito?
Insomma, è inutile piangersi addosso, come fa qualche molisano (mentre altri lottano e “resistono”). Occorre acquisire consapevolezza che anche il Molise potrebbe dire la sua, se ci sarà una nuova classe politica davvero all’altezza. Conditio sine qua non…

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