Oggi l’anniversario della tragedia di Monongah (oltre 100 molisani morti)

Monongah, Virginia occidentale. È venerdì 6 dicembre 1907. Alle ore 10.30 del mattino, nella miniera di carbone della Fairmont Coal Company, avviene una tremenda esplosione avvertita a trenta chilometri di distanza. È un’ecatombe. L’incidente coinvolge le gallerie numero 6 e 8, con materiale che si solleva da terra e finisce a 150 metri di distanza. I detriti ostruiscono ogni entrata. Ai primi soccorritori l’ingresso è bloccato anche da oltre 600 carrelli deformati. Alle nove di sera le squadre di soccorso sono a soli 200 metri all’interno della galleria.

Sta avvenendo il più grave disastro minerario della storia degli Stati Uniti d’America le cui cause reali — al di là della conferma di un’esplosione nella galleria 8 – rimarranno avvolte nel mistero. Diverse le ipotesi: il gas accumulatosi nei due giorni precedenti con le miniere chiuse per Santa Barbara e Santa Claus e l’impianto di ventilazione spento per risparmiare energia; l’imprudenza di uno dei “raccoglitori d’ardesia”, lavoratori anche di dieci anni d’età non registrati in alcun elenco; un carrello fuori controllo che avrebbe tranciato un cavo elettrico.

L’assenza di sopravvissuti rende impossibile la ricostruzione esatta dell’accaduto. L’incidente evidenzia la mancanza delle misure di sicurezza: l’unico dispositivo adottato per rilevare le sacche di gas consiste nell’uso dei canarini, animali sensibili al gas grisù.

I cadaveri sono irriconoscibili e la stessa salma è spesso rivendicata da più famiglie. Molti minatori hanno i risparmi nelle cinture. La prevalenza di vittime è d’origine italiana, ungherese e polacca, per cui l’attività maggiore è nel cimitero cattolico. La prima stima ufficiale parla di 362 vittime. Ulteriori ricerche spingeranno il dato oltre le 500 unità.

Le vittime “ufficiali” italiane sono 171 vittime, la metà del totale. I più sono immigrati da località molisane, almeno un centinaio. Una quarantina sono calabresi, una trentina abruzzesi. I corpi di 135 vittime non identificate vengono sepolti in una fossa comune. Restano 250 vedove e mille orfani. Per loro nessun risarcimento economico istituzionale, solo i 150mila dollari raccolti da oltre duemila quotidiani statunitensi.

Tra i paesi più colpiti i molisani Duronia (36 vittime), Frosolone (20 vittime), Roccamandolfi, Bagnoli del Trigno, Torella del Sannio (12 vittime) e Vastogirardi….

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