Teste & testate molisane

Nei Paesi seri ci si appassiona di dibattiti sul futuro. Casomai parlando di salvaguardia dell’ambiente, di come superare la denatalità, di strategie rilancio dei piccoli comuni. Il Molise invece offre un diverbio da tavolini di un ristorante nel centro storico di Campobasso. Da una parte due ragazzi e dall’altra due attempati signori. Sarà probabilmente la magistratura a decidere come sono andati i fatti. C’è scappata anche la testata.

Questo territorio, che si svuota di anime e di speranze, è davvero alla frutta. La società dei consumi e il potere, ingredienti entrambi parte della vicenda, hanno prodotto danni a iosa. Il senso di comunità rappresentato dai sindaci, dai parroci, dai medici condotti, dai professori, ha ceduto il posto a linguaggi casermieri e all’ostentazione tronfia del potere.

“Povera Patria” cantava Battiato in un brano leggendario. E in questa terra ripiombata amaramente secoli addietro, sia economicamente sia nelle dinamiche sociali, il futuro è sempre più incerto. Anche parlarne rischia di incarnare il solito disco rotto.

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