Frosolone (Isernia), la capitale di forbici e coltelli

Frosolone, largo Vittoria

Frosolone, borgo montano a 900 metri sul livello del mare, è stato uno dei principali centri del Molise. Nel Settecento, per numero di abitanti, era il quarto comune dopo Agnone, Isernia e Campobasso. Contava “due Collegiate, tredici Cappelle pubbliche, una Commenda di Malta, due Conventi, una Casa d’educazione de’ Padri Missionari, tre Confraternite laicali, uno Spedale per ricovero degl’infermi”.

Il disastroso terremoto del 1805, con epicentro proprio a Frosolone, lacerò il paese (oltre 700 morti), che comunque a fine secolo contava ancora 6.200 residenti. Poi l’emigrazione ha svuotato il borgo, che oggi raggiunge i 3.200 residenti.

Le attività economiche, a differenza di altri centri molisani, non si sono concentrate unicamente sull’agricoltura. Frosolone è celebre per la pastorizia (è oggi l’ultimo paese italiano dove si pratica la transumanza rigorosamente a piedi, grazie alla famiglia Colantuono), per la produzione di ottimi caciocavalli, e per l’artigianato della lavorazione delle lame, in particolare forbici e coltelli: pratica che affonda le radici nel medioevo, quando gli artigiani producevano armi.

Sulla montagna di Frosolone, che tocca i 1.400 metri di altitudine, è attiva, dal 1990, una delle prime centrali eoliche di alta montagna in Italia. Da visitare anche le faggete di Monte Marchetta e di Colle dell’Orso, rari esempi in cui questa specie vegetale è riuscita a convivere con il clima di queste altitudini. Il maestoso faggio del Pedalone, con oltre un secolo d’età, alto oltre quaranta metri, è un’attrazione.

Nel borgo, ricco di case aristocratiche, va visitata la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al secolo XIII e più volte restaurata a seguito dei terremoti del 1456 e del 1805. L’interno è a croce latina, a tre navate separate da pilastri, di cui la centrale coperta a volta, con cupola ribassata sulla crociera. Notevoli le tele a olio (prima metà del secolo XVIII ) di Giacinto Diana, della scuola del De Mura, che decorano i due altari laterali.

La Chiesa di San Pietro custodisce opere di Amalia Duprè).

L’antico complesso di Santa Chiara, fondato nel 1367 dal barone Giovanni D’Evoli, dal 1995 ospita la sede del Municipio.

Tra le chiese minori, Santa Maria delle Grazie del secolo XV, ampliata e decorata nel 1533, con uno splendido altare ligneo del Seicento. Accanto alla chiesa sorge il complesso del Convento dei Cappuccini, costruito nel 1580.

Conserva centinaia di oggetti di valore storico recuperati tra gli appassionati e tra gli eredi dei migliori lavoratori delle forbici e dei coltelli di Frosolone del secolo scorso. Parte del Museo è la bottega artigiana dove i visitatori possono assistere alla forgiatura, l’antica tecnica di lavorare le lame, eseguita da maestri artigiani di Frosolone.

Ulteriori informazioni:
Comune di Frosolone (Isernia)
Via Garibaldi, 37.
Tel: +39 0874 890435
Fax: +39 0874 890544
[email protected]

(Gi.Ca.)

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