I grandi “pensatori” meridionali

Ogni area geografica ha naturalmente i suoi “pensatori”. Ma è indubbio che un territorio caratterizzato da un’atavica arretratezza economica e sociale qual è il nostro Mezzogiorno abbia egemonizzato la speculazione intellettuale nel nostro Paese, specie nell’Ottocento. È davvero sorprendente l’apparente antinomia tra le condizioni di arretratezza socio-economica del nostro Sud e l’alta qualità della sua cultura filosofica, storica e letteraria, quasi che la deplorevole situazione ambientale possa aver determinato lo stimolo per la ricerca e l’analisi da parte di masse di “pensatori”.

Come ricorda il professor Salvatore Ragonesi, nel 1864 un grande intellettuale bresciano viaggiatore in tutta Europa e traduttore di Hegel, il sacerdote Giovanni Battista Passerini, amico di Mazzini e di Gioberti, ha scritto al critico napoletano Vittorio Imbriani a proposito del Sud e della sua filosofia: “Io ritengo sempre che il vostro Paese è quello che ha più disposizione agli studi di filosofia, come, per seguire la vostra critica, è quello che in Italia è meno disposto alla Politica”. Parole sagge.

Giambattista Vico

Di certo, il naturalista cosentino Bernardino Telesio (1509-1588), il nolano Giordano Bruno (1548-1600), finito sul rogo per i suoi ideali laici nel pieno dell’Inquisizione, il frate domenicano calabrese (di Stilo) Tommaso Campanella (1568-1639), autore del celebre La Città del Sole e il giurista napoletano Giambattista Vico (1668-1744) hanno avuto una lunga serie di discepoli che, per lo più partendo dall’osservazione delle condizioni di arretratezza del Mezzogiorno, hanno arricchito la pubblicistica meridionalista.

Tra i tanti, come antesignani certamente il sacerdote filosofo campano Antonio Genovesi (1713-1769), l’ingegnere Carlo Afan de Rivera (1779-1852), nato a Gaeta, che ha scritto una trentina di opere sulla realtà infrastrutturale del Sud Italia e il letterato Francesco Saverio Sipari (1828-1874), abruzzese di Pescasseroli.

Con le lotte risorgimentali e il nuovo Stato unitario, le problematiche politiche, economiche e culturali del Mezzogiorno sono state oggetto di crescenti studi sviluppatisi nel corso di tutto il XX secolo da parte di una moltitudine di intellettuali che spesso sono diventati deputati e senatori.

Pasquale Villari

Tra i parlamentari ricordiamo Bertrando Spaventa (1817-1883), abruzzese di Bomba, tra i massimi filosofi dell’Ottocento, docente universitario appartenente alla Destra storica; il filologo napoletano di origine pugliese Ruggiero Bonghi (1826-1895); lo storico napoletano Pasquale Villari (1827-1917), ministro della Pubblica Istruzione dal 1891 al 1892, uno dei più insigni meridionalisti; il filosofo repubblicano Giovanni Bovio (1837-1903), pugliese di Trani; lo storico Raffaele de Cesare (1845-1918), pugliese di Spinazzola, che ha pubblicato diversi saggi sul Meridione, in particolare su economia e industrializzazione; il più volte ministro Sidney Sonnino (1847-1922), che ha effettuato una celebre inchiesta sulla Sicilia nel 1876; il medico e sociologo Napoleone Colajanni, siciliano di Enna (1847-1921), che ha denunciato lo scandalo della Banca Romana; il liberale Leopoldo Franchetti (1847-1917), che benché livornese è stato tra i massimi esponenti del meridionalismo italiano; lo storico Giustino Fortunato (1848-1932), lucano di Rionero in Vulture, tra i più importanti rappresentanti del meridionalismo.

Giovanni Gentile

Altri parlamentari nati dopo l’Unità d’Italia hanno contribuito ad alimentare gli studi sulle problematiche del nostro Sud. Tra questi: gli storici lucani Ettore Ciccotti (1863-1939), Francesco Saverio Nitti (1868-1953), anche presidente del Consiglio e più volte ministro, e Raffaele Ciasca (1888-1975); il senatore don Luigi Sturzo (1871-1959), siciliano di Caltagirone; il ministro Giovanni Gentile (1875-1944), uno dei maggiori esponenti dell’idealismo italiano, fondatore dell’Enciclopedia italiana, autore della celebre riforma della scuola; lo storico palermitano Adolfo Omodeo (1889-1946), ministro della Pubblica istruzione nel 1944; il socialista Manlio Rossi-Doria (1905-1988), agrario ed economista con importanti ricerche in Calabria; il comunista Emilio Sereni (1907-1977), storico dell’agricoltura con particolare attenzione al Sud; il napoletano Francesco Compagna (1921-1982), più volte ministro con i repubblicani, autore di diversi saggi sul Mezzogiorno; Angelo Manna (1935-2001), campano di Acerra, autore di testi storici di taglio meridionalistico.

Al di là dei rappresentanti istituzionali, che hanno assicurato prestigio alle prime legislature parlamentari, è particolarmente ricco l’elenco degli intellettuali meridionali che hanno offerto importanti contributi alla speculazioni filosofica o dei tanti studiosi che hanno lasciato opere sul nostro Mezzogiorno che rimangono attualissime.

Benedetto Croce

Tra i filosofi vanno certamente ricordati Antonio Labriola (1843-1904), nato a Cassino, uno dei maggiori studiosi del marxismo, Benedetto Croce (1866-1952), abruzzese di Pescasseroli, padre del liberalismo italiano; Giuseppe Lombardo Radice, siciliano di Catania (1879-1938) e il sardo Antonio Gramsci (1891-1937); tra gli storici Gaetano Salvemini (1873-1957), pugliese di Molfetta, di matrice liberal-socialista, il napoletano Alfonso Scirocco (1924-2009), professore emerito dell’università di Napoli Federico II, che ha lasciato numerosi saggi sulla condizione del Mezzogiorno nel periodo risorgimentale e post-unitario, Rosario Villari (1925-2017), calabrese di Bagnara Calabra, l’irpino Luciano Cafagna (1926-2012) e il napoletano Giuseppe Galasso (1929-2018); tra gli economisti il leccese Antonio De Viti De Marco (1858-1943), uno dei 12 accademici italiani che rifiutò il giuramento di fedeltà al fascismo, Giovanni Carano Donvito (1873-1949), pugliese di Gioia del Colle, docente nell’università di Bari, autore di numerosi trattati economici sulla questione meridionale e il cattolico Pasquale Saraceno (1903-1991), origini siciliane, docente della Cattolica a Milano e fondatore dello Svimez.

Tommaso Fiore

Si vogliono, infine, ricordare: il sacerdote Carlo De Cardona (1871-1958), calabrese di Morano, fondatore di leghe contadine e membro del Partito popolare; Tommaso Fiore, socialista pugliese di Altamura (1884-1973), docente nei licei classici, autore del celebre “Un popolo di formiche”; lo scrittore Francesco Perri, calabrese di Careri (1885-1974); l’irpino Guido Dorso (1892-1947), autore de “La rivoluzione meridionale”, direttore della Nazione a Firenze; il romano Carlo Alianello (1901-1981), autore di sceneggiature e romanzi storici ambientati in epoca risorgimentale, è un punto di riferimento della corrente neoborbonica; il medico Rocco Mazzarone, lucano di Tricarico, (1912-2005); lo studioso Nicola Zitara (1927-2010), calabrese di Siderno; lo storico salernitano Francesco Barbagallo (1945), ordinario di Storia contemporanea all’Università di Napoli Federico II, che ha pubblicato numerosi lavori sulla storia del Mezzogiorno; il giornalista pugliese Pino Aprile (1950) è autore di libri di successo sul Mezzogiorno, tra cui “Terroni”; il giornalista e saggista napoletano Gigi Di Fiore (1960), è autore di importanti ricerche sulla storia del Mezzogiorno; il giornalista Marco Esposito (1960), assessore al Comune di Napoli dal 2011 al 2013, ha scritto diversi libri sul Sud, dai pregiudizi al divario fiscale

Per gli scrittori e i romanzieri, quali Alvaro, Brancati, Capuana, De Roberto, Jovine, Levi, Quasimodo, Rimanelli, Sciascia, Serao, Silone, Tomasi di Lampedusa, Vittorini, ecc., si rimanda all’apposita sezione del sito.

Si ricorda, infine, il ruolo dell’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, con oltre 300mila volumi, tra cui edizioni originali di Benedetto Croce e Giordano Bruno, e i tanti Circoli di derivazione illuminista distribuiti un po’ in tutto il Mezzogiorno.

Si ringrazia Marco Calvo, fondatore di Liber Liber, per la concessione dei libri liberi da diritto d’autore.

AUTORI E LIBRI

ABRUZZO

Antonio Rocco (Scurcola Marsicana, 1586) – Esercitazioni filosofiche

Bertrando Spaventa (Bomba, 1817) – La filosofia italiana

MOLISE

Vincenzo Cuoco (Civitacampomarano, 1770) – Platone in Italia

CAMPANIA

Ruggiero Bonghi (Napoli, 1826) – L’autorità spirituale e la temporale nella storia

Giambattista Vico (Napoli, 1668) – Principi di scienza nuova

Pasquale Villari (Napoli, 1827) – L’insegnamento della storia

PUGLIA

Giovanni Bovio (Trani, 1837) – Filosofia sociale

Carlo Cafiero (Barletta, 1846) – Compendio del Capitale

Pantaleo Carabellese (Molfetta, 1877) – L’essenza della filosofia

CALABRIA

Tommaso Campanella (Stilo, 1568) – La città del sole

SICILIA

Francesco Crispi (Ribera, 1818) – Politica estera

Giovanni Gentile (Castelvetrano, 1875) – La riforma dell’educazione

Pietro Gori (Messina, 1865) – Le basi morali dell’anarchia

Gaetano Mosca (Palermo, 1858) – Che cosa è la mafia

Adolfo Omodeo (Palermo, 1889) – La mistica giovannea

Paolo Schicchi (Collesano, 1865) – Il contadino e la questione sociale

Agostino Scilla (Messina, 1629) – La vana speculazione disingannata dal senso

Sebastiano Timpanaro (Tortorici, 1888) – Scritti liberisti

SARDEGNA

Antonio Gramsci (Ales, 1891) – Lettere dal carcere

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