Gli Usa premiano Pascal Spino, benefattore d’origine molisana



CAMPOBASSO – Una bella pagina della nostra emigrazione che ci offre lo spunto per aprire il cuore alle sofferenze dei migranti che stanno arrivando in queste settimane nel nostro Paese.
Il 25 marzo 2011, presso uno dei luoghi simboli degli Stati Uniti d’America, la Tomba del Milite Ignoto del Cimitero Nazionale di Arlington (Virginia) di fronte a Washington D.C., nei pressi del fiume Potomac vicino al Pentagono, si è svolta la cerimonia di consegna a tre cittadini americani del più alto e antico riconoscimento al valore che possa essere attribuito negli Usa.
Fu il Presidente Abraham Lincoln a istituire con una legge a sua firma (la numero 82) nel 1861 la Medal Of Honor, che riconosce i gesti di eroismo e di altruismo di quanti si siano distinti nel combattimento o attraverso un costante impegno verso il prossimo che li ha indotti a mettere gli altri prima di sé stessi. Per segnalare l’alta selettività della medaglia d’onore basta ricordare che su 40 milioni di americani che si sono battuti in 150 anni di storia il riconoscimento è stato dato solo a 3.500 persone.
Quest’anno il “Citizen service prima honors self” è stato consegnato dal presidente del Congressional Medal Of Honor Society, Leo Thorsness, a Timothy Brooks per aver salvato una donna e i suoi tre bambini che stavano annegando, a Marie Conley pronta a sacrificare la propria vita per salvare un ragazzino e al dottor Pascal Spino di Greensburg, Pennsylvania per aver curato costantemente in 60 anni di professione medica e pediatrica i bambini di famiglie povere. Questa ultima figura che si è distinta per un’intera vita in una nobile e gratuita attività di cura che ha permesso di salvare centinaia di bambini impossibilitati a pagarsi gli interventi e i medicinali, è figlio di italiani.
Il papà, Domenico Spina, bracciante, a 27 anni lasciò Cercemaggiore (Campobasso) e si imbarcò a Napoli sulla Regina d’Italia per raggiungere il 30 aprile del 1908 il fratello Pietro a Greensburg. La madre, Angela Emanuele, anche lei bracciante agricola sbarca a Ellis Island il 23 maggio 1908 e prosegue per Jeannette in Pennsylvania dove la attende il fratello Michele. I genitori si sposano l’11 febbraio 1909 e danno alla luce 12 figli.
Pasquale è il settimo, nasce nel 1922, e porta il nome della sorellina, appena deceduta perché malata e la famiglia non aveva i soldi per farla curare. La famiglia Spino è poverissima ma Pascal è determinato, studia e lavora, fino a conseguire la laurea in medicina, specializzarsi in pediatria, e aprire lo studio a Greensburg la cittadina che aveva accolto centinaia di famiglie di Cercemaggiore.
Nel 1955 fonda la prima Clinica pediatrica della Contea di Westmoreland e cominicia a somministrare farmaci immunitari ai bambini e in particolare il vaccino approntato da Salk contro la poliomelite.
E nel 2005 nel cinquantesimo anniversario della scoperta di quel vaccino c’è anche il dottor Pascal Spino abbracciato e ringraziato da tanti bambini di allora che aveva salvato.
Nel 1972 diede avvio al Render Any Needy Child Help Program per le cure mediche ai bambini maltrattati. Successivamente crea il Dipartimento Pediatrico moderno nel Westmoreland Regional Hospital. Dopo 60 anni di attività ha smesso la professione ma come dice il Tribune Review il dottor Spino continua a fare conferenze, scrivere libri e dedicarsi alla famiglia e alla cittadina di Greensburg che gli è particolarmente affezionata per la sua generosità, abnegazione e amore per il prossimo.
Il dottor Pascal Spino è un esempio di vita, di come il ricordo della sorellina morta per assenza di medicinali, lo abbia spronato a superare tutti gli ostacoli, ma la sua educazione, italiana e molisana, impartita da una famiglia povera economicamente ma ricca di valori, lo ha portato a curare gratuitamente migliaia di bambini con una generosità che gli è valso il più prestigioso riconoscimento degli Stati Uniti d’America a un civile il “Citizen Service Prima Honors Self”.
Pur se è trascorso più di un secolo, i migranti di Cercemaggiore giunti a Greensburg in Pennsylvania conservano un forte legame con la propria terra d’origine e ogni anno il 2 luglio festeggiano la Madonna della Libera in una Cappella che hanno costruito in quella nuova patria. In quel periodo era difficile imbarcarsi per gli Stati Uniti, bisognava vendersi i terreni per pagarsi il biglietto e avere qualche familiare che ti faceva l’atto di richiamo, oppure si veniva fermati nel centro di accoglienza di Ellis Island dove il nonno di cui porto il nome rimase per 40 giorni nel 1905 a 16 anni. In tanti entravano da clandestini, lavoravano in nero e morivano da clandestini come capitò il 6 dicembre 1907 nella miniera di Monongah in West Virginia dove su 361 caduti censiti, 171 erano italiani e di questi 87 erano del piccolo Molise.
A distanza di un secolo l’Italia ha dimenticato gli articoli della stampa americana in cui si parlava di persone di statura bassa, con una carnagione olivastra, che si lavavano poco e si ammassavano a decine in poche stanze, mangiavano cibi strani e mettevano a repentaglio la sicurezza perché erano dediti a traffici illegali, furti e rapine.
Ho voluto segnalare, in modo sommesso, una bella notizia accaduta il 25 marzo 2011 nel più importante paese del mondo e che ha visto il figlio di un poverissimo bracciante agricolo molisano essere insignito sui terreni del generale Robert Edward Lee, a pochi passi da dove riposano John Fitzgeral Kennedy e Robert Kennedy, di un riconoscimento che onora la persona, la professione medica, la specializzazione pediatrica e inorgoglisce l’Italia, il piccolo Molise e la comunità di Cercemaggiore (Campobasso).

(Michele Petraroia)

<div class="

Precedente OPINIONI/ Il Molise e la cultura Successivo "Molise sul Palco" sbarca a Tandil