Resoconto della ciclopedonale tra Isernia e Bojano



ISERNIA – La giornata non certo riscaldata dal sole, con cielo grigio e minaccia di pioggia, non ha spaventato gli appassionati di due ruote che domenica 20 marzo si sono fatti trovare pronti per la manifestazione promossa dalla sezione Italia Nostra di Isernia con la proficua collaborazione del Pedale Molisano-Acqua&Sapone.
La manifestazione ha avuto lo scopo di verificare il secondo tratto (20 chilometri complessivi) del più lungo percorso ciclopedonale Isernia-Bojano ideato dall’architetto Claudio Di Cerbo con lo scopo di far conoscere le bellezze paesaggistiche e culturali minori attraverso la cosiddetta mobilità ecosostenibile.
Una lunga scia di oltre 70 ciclisti di tutta la provincia, organizzati in modo perfetto da Gaetano Rossi – veterano e ispiratore del ciclismo in regione, che con il suo lavoro appassionato ha posto le basi per portare al ciclismo nazionale ben quattro professionisti della regione – affiancati da un nutrito gruppo di camminatori, che con le loro magliette colorate hanno ravvivato il grigio paesaggio e le campagne ancora assopite.
Larga ed inaspettata la partecipazione, che ha entusiasmato gli organizzatori, a conferma dell’interesse verso la mobilità ecosostenibile e che rispetto alla passata edizione ha visto crescere il numero dei partecipanti: non solo praticanti e sportivi, con in testa il gruppone dei giovanissimi del Pedale Molisano-Acqua&Sapone, ma anche tanti semplici appassionati delle due ruote e genitori con bimbi a seguito.
Il tracciato leggermente ondulato si presenta adatto anche per chi non ha molto allenamento, tanto che lo scopo dell’iniziativa è proprio quello di promuovere un lungo itinerario adatto a tutti e da percorrere facilmente; anche quest’anno, infatti, la manifestazione è stata aperta ai non vedenti, capeggiati dal presidente Condidorio, che in tandem hanno percorso il tracciato.Dopo la partenza dal piazzale del Palazzetto dello Sport di Isernia e la lunga discesa fra le strade cittadine sino alla Taverna si è pedalato e camminato lungo la stradina che scorre sulla sponda sinistra del fiume Cavalierie fino al ponte che lo attraversa in località Guado del mulino al di sotto dell’abitato di Macchia di Isernia..
Si è proseguito lungo le stradine sterrate che lambiscono l’altro corso d’acqua, il torrente Vandra, fra macchie di canneti e salici, ambiente intatto di flora ripariale, verso Fornelli sino alla sorgente Natali , acque che sgorgano con forza direttamente dal suolo con uno zampillo di oltre un metro. Si riprende il cammino in senso contrario fra campagne tutte coltivate secondagli antichi metodi con piccoli appezzamenti , il paesaggio agricolo conserva l’aspetto dei tempi passati con colture tradizionali ed alberi da frutta , canaletti di irrigazione a cielo aperto, sponde e limiti definiti da alberature e siepi, viottoli erbosi.
Dal Guado del Mulino, così chiamato per un mulino idraulico ora in rovina, si percorre l’altra sponda del fiume Cavaliere sino all’arrivo in località Rava Secca, sotto Isernia, si ammira il paesaggio agricolo che non cambia caratteristiche ma un poco più urbanizzato.

(A.P.)

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