Cgia di Mestre: dati sui rifiuti



ROMA – Se la Cgia di Mestre (confederazione degli artigiani), particolarmente attiva sul fronte delle indagini sociali, definisce “allarmante” lo stato di smaltimento dei rifiuti in Italia, le differenze tra le regioni rendono il quadro a macchia di leopardo. Così il Molise risulta promosso, anche se non a pieno voti, mentre la situazione del Lazio è allarmante.
Veniamo al dettaglio dello studio presentato nel corso di una tavola rotonda organizzata da Intesaconsumatori.
Emerge innanzitutto una preoccupante tendenza: crescono in Italia le quantità di rifiuti urbani prodotti (proprio mentre l’Unione europea impone di ridurre gli scarti) e, paradossalmente, diminuisce il numero di impianti adibiti allo stoccaggio (il numero di discariche attive si è quasi dimezzato, passando da 552 del 2002 a 303 nel 2006).
Più nel particolare, i rifiuti prodotti in Italia sono aumentati del 2,7% dal 2005 al 2006 (+ 9% nell’arco di un quinquennio), ma con le solite marcate differenze tra Nord e Sud: + 2,8% nelle regioni settentrionali, + 6% al Centro, + 8,5% nel Mezzogiorno.
Nel contempo la raccolta differenziata rimane in una percentuale molto bassa al Centro (20%) e al Sud (10%). Grazie soprattutto al Nord, però, segna una crescita significativa (+ 9,2% annuo nel 2006) raggiungendo mediamente un quarto del totale dei rifiuti prodotti.
Fattore decisamente grave è quello della scarsa capacità residua degli impianti di stoccaggio, con condizioni critiche in Friuli-Venezia Giulia e Calabria e situazioni allarmanti in Puglia, Sicilia e Lazio. Nella fotografia scattata della Cgia di Mestre sullo stato di saturazione degli impianti, la regione che può stare “più tranquilla” è il Trentino Alto Adige; “positive” le posizioni di Umbria, Molise, Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
Negli impianti ancora attivi si nota una maggiore capacità di stoccaggio e soprattutto nel Centro e nel Sud vi è un maggiore sfruttamento degli impianti rimasti aperti. I rifiuti smaltiti in discarica diminuiscono, arrivando ad un valore che è la metà dei rifiuti prodotti complessivamente. Nel Sud la percentuale di rifiuti destinati alla discarica passa dall’80% al 68% tra il 2002 e il 2006, mentre nel Nord si va dal 47% al 36%; stabile il valore del Centro (da 71% a 69%).
E’ proprio il Molise la regione che ha il numero più elevato di impianti di stoccaggio rispetto alla popolazione residente (4,7 impianti per 100 mila abitanti), mentre all’estremo opposto della graduatoria si pongono Calabria e Lombardia. In discarica finivano nel 2006 oltre il 90% dei rifiuti urbani di Sicilia, Molise, Puglia, Liguria; a seguire il Lazio (85%) e l’Abruzzo (81%).

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